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Il Consorzio è stato costituito il 2 luglio
1971 su iniziativa di alcuni produttori dei Colli Bolognesi, ed è
aperto a tutti coloro che operano nel settore vitivinicolo del
comprensorio indicato nel disciplinare di produzione. Il Consorzio
Volontario "Colli Bolognesi" non ha scopi commerciali, ma si propone
unicamente di difendere e tutelare la produzione dei vini D.O.C.,
incoraggiare la diffusione dei vigneti idonei all'ambiente,
sviluppare iniziative per la conoscenza dei pregi dei vini prodotti
nel comprensorio ed incentivare la valorizzazione commerciale.
Col Decreto del Presidente della Repubblica del 29.07.75, è stata
riconosciuta la Denominazione di origine Controllata dei Vini "Colli
Bolognesi" col relativo disciplinare di produzione riguardante
quattro vini bianchi: Sauvignon - Bianco - Pinot Bianco - Riesling
Italico - e due rossi: Barbera - Merlot. Il 12.02.1985, sempre con
D.P.R. è stato modificato il disciplinare esistente, inserendo tra i
vini tutelati, il Pignoletto ed il Cabernet Sauvignon; il
01.09.1993, con D.P.R. è stato approvato ed inserito nei
salvaguardati anche lo Chardonnay.
Nel marzo 1990 l'Assemblea dei Soci ha richiesto una variazione del
disciplinare avanzando la proposta di rendere frizzanti alcuni vini,
in considerazione del fatto che, essendo la materia prima di
notevole ed elevata qualità, si possono ottenere ottimi vini
frizzanti, sia fermentati in grandi recipienti (autoclave), che in
singole bottiglie. Il Consorzio ha ottenuto l'incarico di vigilanza
da parte del Ministero in data 11 agosto 1992.
Il marchio "Asso di Coppe" istituito e promosso dal Consorzio Vini
Colli Bolognesi, vuole segnalare ed orientare i consumatori verso le
produzioni di qualità e d'origine, in anni in cui i confini tra le
regioni edi mercati tendono a confondersi. Sfogliando queste pagine,
è evidente come stia crescendo una generazione di viticoltori che,
con un occhio alla scienza enologica e l'altro al mercato, sta
sperimentando con successo, sugli impianti di nuovi vitigni. La zona
di produzione dei Vini Colli Bolognesi comprende solo comuni di
collina: in provincia di Bologna l'intero territorio amministrativo
dei comuni di Monteveglio, Savigno, Castello di Serravalle, Monte S.
Pietro, Sasso Marconi, Marzabotto, Pianoro ed in parte quelli di
Bazzano, Crespellano, Casalecchio di Reno, Bologna, S. Lazzaro di
Savena, Zola Predosa, Monterenzio; in provincia di Modena, parte del
territorio amministrativo del Comune di Savignano sul Panaro.
La natura dei terreni si presenta molto varia per costituzione e
giacitura. In pratica non esistono terreni di pianura, condizione
che talvolta rende particolarmente difficile e problematico
l'esercizio dell'agricoltura, soprattutto per quanto riguarda la
meccanizzazione. Esistono varie zone di terreni sciolti: sabbiosi,
conglomerati, arenacei e calcarei; anche ampie zone di terreni
argillosi: marmosi, argille pliocenice, scagliose, scistose, a
struttura plastica. Sono praticamente assenti i casi di affioramenti
rocciosi, ad esclusione di tufi ed arenarie che vengono facilmente
sfaldati dagli agenti atmosferici. L'altimetria è compresa tra i 51
mt. di Bologna, ed i 450 mt. di Monte S. Pietro, con medie
oscillanti tra i 100 ed i 300 mt. sul livello del mare.
Le temperature, del tipo continentale, oscillano tra 0° e 32°C. che
possono considerarsi accettabili per la coltivazione della vite. La
media annua di precipitazione varia tra i 600 ed i 1000 mm.,da
ritenersi eccellente, se si considera che sono ben distribuiti
nell'arco dell'anno. |